Roma, 5 feb. (Labitalia) – "Susanna Camusso ha fatto una lettera alla commissione Statuto che è il luogo nel quale si interpretano delle norme statutarie e non delle norme disciplinari. Non stiamo parlando di una vicenda disciplinare, non ci sono sanzioni, ma dell'interpretazione dello statuto. E' una vicenda che, io credo, è stata enfatizzata a dismisura. Una bufala come quella del possibile commissariamento della Fiom". E' secco il commento di Emilio Miceli, segretario generale della Filctem Cgil, con Labitalia, sulle indiscrezioni di stampa che danno il segretario generale della Cgil, Susanna Camusso, pronta a denunciare agli organismi di garanzia del sindacato il comportamento del leader della Fiom, Maurizio Landini, dopo lo scontro sull'accordo sulla rappresentanza. Secondo Miceli, la richiesta di Camusso alla commissione Statuto, però, "credo sia necessaria perchè Landini ha dichiarato di non ritenere vincolanti le decisione della Cgil, della confederazione e questo ovviamente apre un problema che secondo me è di natura politica, non certamente disciplinare". "Nè credo che quello sia stato il senso -spiega- dell'azione della Camusso altrimenti avrebbe scritto alla commissione di garanzia che è quella che si occupa per l'appunto dei provvedimenti disciplinari. Resto convinto del fatto che quell'accordo -ribadisce Miceli- non giustifica i toni che la Fiom ha finora usato". Certamente, la posizione della Fiom sull'accordo sulla rappresentanza, secondo Miceli, non può passare inosservata nel sindacato con il congresso alle porte. "Mi nasconderei dietro un dito -sottolinea- se dicessi che è normale vicenda congressuale. Le prese di posizione di Landini hanno un significato politico, che io non condivido, che 'rimbalzano' all'interno del congresso. Sono legate a problemi di prospettiva". "Quell'accordo per quanto ci riguarda -aggiunge- è quanto invano chiediamo da vent'anni e ovviamente avere opinioni diverse su di esso rende più difficile i rapporti politici e le condizioni in cui proviamo a fare il congresso. Su questo non c'è dubbio". Di certo, secondo Miceli, nessun commissariamento dei metalmeccanici della Cgil è alle porte. "Penso che sia un'idea buttata lì -sottolinea- per mettere benzina sul fuoco. Ma non credo proprio che nessuno si stia ponendo il problema di commissariare la Fiom. Il problema del rapporto tra la Cgil e Fiom -conclude- è un grande tema politico, altro che commissariamento".