Home Nazionale Mattina (Quanta): bene Jobs act su tutele, modello sia somministrazione

Mattina (Quanta): bene Jobs act su tutele, modello sia somministrazione

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Roma, 17 gen. (Labitalia) – "Se ho interpretato bene la scaletta del Jobs Act, Matteo Renzi fa propria l'idea di assumere come asse portante della sua riforma l'idea di tutelare lavoratori e lavoratrici nel percorso della loro vita di lavoro e non nel singolo posto occupato in un determinato momento. Ci provò Marco Biagi, ma non trovò consensi; potrebbe essere il momento giusto. La materia è, comunque, complessa ed è difficile che possa essere tradotta in legge in tempi brevi". E' quanto afferma a Labitalia Enzo Mattina, vicepresidente del Gruppo Quanta, leader nella formazione e nella somministrazione di risorse umane in mercati emergenti. "Di sicuro – avverte – in pochi mesi è possibile elaborare e tradurre in legge il nuovo Codice del lavoro, su cui si batte da anni un giuslavorista di livello come Pietro Ichino. Considerato, però, che si esigono, qui e ora, risposte ai troppi disoccupati italiani, si potrebbe sperimentare qualche innovazione con effetti immediati, valorizzando ciò che già c'è: basterebbe assumere la buona pratica delle tutele esistenti nella somministrazione di lavoro, estenderla e sostenerla con modesti supporti pubblici per fare dell'unico modello di flexsecurity già in atto nel nostro Paese le fondamenta di un nuovo sistema di protezione attiva e non assistenziale a valenza progressivamente universale". "Quella buona pratica, è bene ricordarlo, è frutto di due ottime leggi che portano i nomi di Treu e Biagi e di ben quattro rinnovi contrattuali conclusi negli ultimi 14 anni con la firma di Assolavoro per le agenzie per il lavoro e unitariamente dei tre sindacati confederali del settore", sottolinea. "Nel medesimo tempo, è auspicabile che prosegua con maggiore determinazione la scelta già avviata dal ministro Giovannini di rimuovere le rigidità introdotte dalla Fornero sulla causalità nei contratti a termine e nella somministrazione di lavoro, nonché sull'apprendistato", sostiene Mattina. "Nello stesso tempo, dovrebbero essere riportati in vita i contratti di inserimento e di primo accesso al lavoro ex art.13 del decreto legislativo 276/2003, i cui contenuti sono ben più solidi degli stage e dei tirocini che sembra possano essere gli sbocchi privilegiati del programma comunitario 'Garanzia giovani'", conclude.