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Mafia: crisi favorisce infiltrazioni, +65% beni confiscati in Lombardia

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(AdnKronos) – Sono aumentati del 65% in Lombardia i beni confiscati alle mafie da quando è iniziata la crisi e si stima che siano circa 80mila i lavoratori coinvolti. Un dato, questo, che dimostra che un sistema economico indebolito è più soggetto alle infiltrazioni delle mafie. E’ quanto è emerso questa mattina durante la presentazione del progetto Icaro, nato per favorire la conoscenza delle cooperative sociali sorte grazie alla legge sui beni confiscati, alla facoltà di scienze politiche dell’università degli studi di Milano. La Lombardia, con 223 aziende confiscate, è la terza regione in Italia, preceduta solo dalle più probabili Sicilia e Campania.
In Italia in tutto si arriva a 1707 aziende confiscate, quelle sequestrate sono circa dieci volte tanto. La gran parte di queste aziende, inoltre, sono destinate al fallimento. Mediamente, infatti, tra un sequestro e una confisca passano circa 8 anni, un lasso di tempo che spesso compromette il futuro produttivo e occupazionale dell’azienda.
Ma un dato positivo c’è: sono centinaia le cooperative sociali o di produzione sorte grazie alla legge sui beni confiscati che danno lavoro a migliaia di persone. Il punto critico, ha spiegato Nando Dalla Chiesa, presidente del comitato scientifico del progetto Icaro, è come riconvertire aziende che da un regime di favore devono passare rapidamente all’economia di mercato salvando produzione e occupazione.
(AdnKronos) – La condizione delle aziende sequestrate, secondo Jole Garuti dell’associazione Saveria Antiochia Omicron , è che non possono riprendere l’attività e salvaguardare l’occupazione, e dunque un primo passo è accelerare i tempi, attraverso l’operato della magistratura, della ripresa produttiva. “Bisogna ricordare sempre – ha concluso – che un’azienda confiscata che chiude è una vittoria per le mafie.
Luigi Lusenti di Arci Milano ha spiegato che l’obiettivo del progetto è proprio quello di rimuovere gli ostacoli che ci sono per il riutilizzo dei beni confiscati e costruire un sistema di governance positivo.
Maria Morena Luca, assessore del Comune di San Giuliano, ha sottolineato che “la criminalità organizzata non e’ imbattibile. Questo progetto può ridare credibilità’ allo stato per la grande valenza simbolica che assume”. Graziella Carneri della segreteria della Cgil Lombardia ha evidenziato la convinzione totale del suo sindacato nel prendere parte a questo progetto. “Ormai è chiaro a tutti – ha detto – il fatto che ricostruire la legalità nel sistema economico è fondamentale per la ripresa, perché una delle ragioni della mancanza di investimenti in Italia e della scarsa attrattivà del nostro Paese, e questo dovrebbe essere tra le priorità del Governo”.