(AdnKronos) – “Un passo storico, ma incompleto. I nomi” del direttorio M5S “vanno scelti dalla rete o dai parlamentari riuniti in assemblea congiunta”. Claudio Messora, ex capo della comunicazione M5S, critica sul suo blog, byoblu, il cambio di rotta deciso dal leader. “Grillo è stanco – scrive – Onore al merito. Dopo tutto quello che ha fatto, giusto che se non se la sente più si goda la famiglia. Ma insieme a lui cade anche un altro caposaldo storico del Movimento: nessun direttivo”.
“E’ stato ripetuto per anni, fino allo sfinimento – ricorda – quello che differenzia il Movimento 5 Stelle da un partito qualunque è anche e soprattutto l’assenza di strutture intermedie, l’assenza di una segreteria di partito. Una segreteria di partito significa potere nelle mani di pochi. Volenti o nolenti. Il contrario esatto dell’uno vale uno. E’ il motivo per cui è stato fatto fuori Favia. Un’altro segnale, più che della stanchezza di Grillo, dell’allentamento della stretta di Casaleggio”.
“Non ho nulla contro i nomi proposti da Grillo – mette in chiaro – Si tratta in buona parte di persone rappresentative e che ricoprono incarichi importanti. Tuttavia il Movimento 5 Stelle che ho amato e per cui ho combattuto non è quello che presenta un piattino preconfezionato, da prendere o lasciare in blocco. La rete non può essere chiamata sempre a ratificare, dall’elezione della Sciarra in poi, qualcosa di cotto e mangiato”.