(AdnKronos) – “Puntare sulle persone è esattamente quello che fanno i partiti tradizionali – osserva Iannuzzi – il MoVimento 5 Stelle ha sempre puntato alla forza delle idee, dei principi, della coerenza. Uno-vale-uno significa una politica orizzontale, in cui tutti fanno la propria parte ognuno secondo le proprie specificità, competenze, capacità, ma nessuno conta più di un altro nell’esprimere un’opinione o un voto. Il moVimento orizzontale in cui non ci sono capi, strutture, intermediari”.
“Il problema che entri qualche disonesto, opportunista, paraculo, ce lo siamo sempre fatti. Ma è nella natura umana che qualcuno sfugga – aggiunge – ci prenda in giro, entri dicendo qualcosa ed esca dicendo qualcos’altro. A mio parere il grosso problema che abbiamo non sta in una decina di parlamentari che escono dal gruppo M5S per tenersi la diaria, o attratti dalle sirene di qualche partito. Ciò che io trovo più preoccupante è che noi da un po’ di tempo abbiamo perso la voglia di confrontarci e di condividere informazioni, opinioni, decisioni”.
“La Rivoluzione culturale” del M5S doveva “dimostrare che un’altra politica è possibile e convincere le persone ad avvicinarsi, a metterci del proprio, a partecipare con noi. Invece da un po’ – riconosce – non si fa altro che urlare, puntare il dito, vivere in un clima militarizzato dove chi non è allineato al blog viene tacciato per traditore, senza che nemmeno si ascolti cosa ha da dire. Questo non è il MoVimento 5 Stelle di cui parlava Beppe dai palchi, nelle piazze in cui ci siamo ritrovati ed abbiamo deciso di impegnarci. Questa non è la comunità in cui nessuno deve rimanere indietro”.