– “Shirky fa riferimento al mercato americano dove i giornali non sono finanziati dallo Stato con contributi diretti e indiretti. In Italia quindi – illustra Casaleggio – la situazione è ancora peggiore, senza i soldi dello Stato la maggior parte dei quotidiani chiuderebbe già domani mattina. Di che vivono i giornali italiani a parte della carità dello Stato? Di copie vendute (sempre meno) e di pubblicità, ma la pubblicità sta abbandonando i giornali per Internet”, come si evince da un grafico che il guru del M5S riporta sul blog.
“In pratica – sintetizza Casaleggio – siamo tornati agli investimenti pubblicitari dell’inizio degli anni ’50 e la pubblicità sulle edizioni on line è marginale o ininfluente e non compensa minimamente le perdite, il più delle volte l’edizione on line è un puro costo come vedremo in un prossimo post”.
Quindi la chiusa al vetriolo: “Contrariamente all’ignoranza artificiosa di giornalisti, il futuro dei quotidiani è una delle poche certezze del panorama attuale: la maggior parte di loro scompariranno, in questo decennio. (Se lavori in un giornale e non sai cosa è successo alla vostra diffusione o alle vostre entrate negli ultimi anni, ora potrebbe essere un buon momento per chiedere.) Siamo così avanti nel processo che possiamo anche predire le probabili circostanze della sua conclusione”.