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Lirica: Pinelli, sistema Fondazioni vivo ma fragile per assenza utili

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Roma, 29 ott. (AdnKronos) – Il sistema delle Fondazioni liriche è “vivo” ma dal punto di vista economico è “oggettivamente molto fragile perché non produce utile, ha un patrimonio limitato per sostenere le proprie attività e un debito importante”. Lo ha detto Pier Francesco Pinelli, commissario straordinario per le Fondazioni lirico-sinfonico nel corso dell’audizione informale in Commissione Cultura sulla situazione delle Fondazioni lirico-sinfoniche.
“Le Fondazioni affidate alla legge 112 – ha spiegato Pinelli- hanno un utile netto medio nel triennio 2011-2013 negativo di 14 milioni. Sui ricavi, togliendo i contributi pubblici, le otto Fondazioni della 112, hanno appena il 23% di ricavi. I margini unitari, ovvero i ricavi meno i costi diviso la produzione, sono fortemente negativi nel 2013. Il patrimonio netto disponibile è negativo per 14 milioni di euro e le Fondazioni hanno il 59% del debito complessivo”. Pinelli ha poi ricordato che “5 Fondazioni, Trieste, Firenze, Roma Napoli, Bologna, sono entrate per legge” sostenendo anche che “la mia previsione è di proporre entro la fine di novembre l’approvazione degli altri tre piani attualmente in lavorazione”.
Più in generale, nella sua analisi, il commissario straordinario ha messo in evidenza che “il primo punto da fare è sulla produzione di spettacoli. Nell’ultimo quadriennio la produzione di spettacoli è tendenzialmente aumentata”. Questo settore “ha una sua vitalità. Andando a vedere le dimensioni economiche principali è un settore che ha ricavi nell’ordine di 520milioni di euro, tendenzialmente stabili nel quadriennio. Nel 2011 c’è stato un valore più alto perché ci fu un finanziamento straordinario di 21 milioni, incluso del decreto milleproroghe”.
In questo ambito, per Pinelli, “circa il 56% di ricavi è costituito da contributi pubblici. Gli altri ricavi, quelli diversi dai contributi, sono circa il 35%. ovvero circa 170 milioni nel 2013. Di questi 170 milioni, 55 milioni sono i ricavi di due soli teatri, La Scala di Milano e l’Arena di Verona”.
Per quanto riguarda i contributi pubblici, poi, ” è vero che qui si può rilevare una lieva flessione nel contributo complessivo, però l’Italia continua a dare un sostegno decisivo al settore”. Pinelli, nello specifico, ha spiegato che, “come anche negli altri Paesi europei, inclusa la Germania, che è il primo Paese come produzione, la lirica può vivere soltanto se si giova di un contributo statale aggiuntivo ai ricavi dell’attività specifica del teatro”.
Detto questo “i contributi privati sono lievemente aumentati”. Pinelli ha poi argomentato che “la struttura di costo è costante. Il controllo dei costi è una delle leve gestionali prioritarie per stabilizzare il sistema”. Il punto, però, non è quello “di effettuare tagli indiscriminati” ma è quello di “dare vita a dei modelli produttivi in cui sui possa avere una produzione importante e una buona qualità a fronte di minori costi”.
In questo quadro, ha aggiunto Pinelli, “il personale è la voce che copre circa il 60% dei costi. Negli ultimi quattro anni c’è stata una riduzione del personale di circa il 4% del personale che è costituito per circa il 50% da artisti e per il resto amministrativi, tecnici e da altre figure”.
Il Commissario straordinario ha inoltre sottolineato che nel periodo 2011-2013 “il debito è cresciuto aumentando verso i fornitori e verso Stato. Le Fondazione hanno cercato di fare fronte ai problemi finanziari ritardando il pagamento dei fornitori e ritardando il pagamento di quanto devono dal punto di vista tributario e previdenziale. Di tutto l’indebitamento di 392 milioni il 59%, cioé 233 milioni, è relativo alle Fondazioni che sono entrate nella legge 112. Queste Fondazioni totalizzano quasi l’80% del debito verso lo Stato” .
Più in generale Pinelli ha ricordato che “le Fondazioni lirico sinfoniche sono 14 e otto hanno aderito alla legge 112”. Si tratta di “Palermo, Bari, Napoli, Roma, Firenze, Bologna, Genova e Trieste. Le Fondazioni sono state istituite nel 1996 e i soci sono il ministero dei Beni Culturali e gli Enti locali. Cinque di queste hanno soci privati. Nel triennio 2011-2013 l’Italia è stato il terzo Paese al mondo in termini di rappresentazioni liriche e il secondo Paese al mondo in termini di nuove produzioni “.