Roma, 20 set. (Adnkronos) – Lo sciopero generale? “Una noia a cui siamo condannati. Del resto, se il sindacato non fa neanche quello… Sono sempre tutti in televisione, ossessionati da cosa dirà la gente”. Così, in una intervista a La Stampa, l’ex sindacalista della Cisl ed ex braccio destro di Romano Prodi, Bruno Manghi, che commenta anche le parole di Matteo Renzi su un sindacato che ha difeso più le ideologie che le persone: “forse è un po’ esagerato, però … Effettivamente, negli ultimi vent’anni il sindacalismo si è monumentalizzato. C’è molta retorica. Essendo in crisi, ha accentuato i discorsi sui grandi valori e sui princìpi, senza guardare agli effetti pratici della tutela”.
Ma questo atteggiamento non ha contribuito ad aumentare il precariato che “è un problema straordinariamente diffuso in tutto il pianeta ed ha altre origini. Il sindacato non ha aumentato i precari, ma li ha abbandonati al loro destino. Non se ne è mai occupato. Questo è sicuro”, risponde Manghi, secondo il quale la battaglia sull’articolo 18 è “del tutto ideologica. Da entrambi i punti di vista, secondo me. Perché il problema del reintegro dei licenziati è veramente residuale. Perché sostenere che togliere l’articolo 18 aumenti l’occupazione è un azzardo”.
“Tanto vale superare l’articolo 18 in una logica di semplificazione, ma con un patto: impegnarci a misurare i risultati concreti dopo tre anni. Togliamolo e andiamo a vedere”, propone Manghi, che si dice convinto che lo scontro in atto produrrà solo “una gran perdita di tempo”.