Roma, 18 set. (Adnkronos) – “Ieri il governo ha presentato un emendamento sostitutivo all’articolo 4 del Jobs Act in cui si parla di contratto a tutele crescenti, demansionamento e controlli a distanza. Oggi, su questo articolo, il governo ha bloccato il dibattito parlamentare invitandoci al ritiro di tutte le modifiche al testo e imponendo, di fatto, la sua linea politica. Il governo ha preferito parlare ampiamente di questa riforma con stampa e tv, ma si è guardato bene dal farlo con la commissione Lavoro”. E’ quanto affermano i senatori del Movimento 5 Stelle in commissione Lavoro.
“Quando abbiamo chiesto che cosa intendessero esattamente per ‘tutele crescenti’ -aggiungono i senatori M5S- il presidente Sacconi ha finalmente tirato fuori la parola ‘articolo 18’ mai pronunciata prima nelle numerose sedute di commissione. Il vero progetto del governo è chiaro: lo stravolgimento dello Statuto dei lavoratori ed in particolare dell’articolo 18, affondando definitivamente il diritto al lavoro non supportato da un adeguato sistema di welfare”.
“Il Movimento 5 Stelle, sempre pronto al dibattito parlamentare, si rifiuta di essere complice di questa farsa chiamata Jobs Act, una delega lavoro che non è altro che una delega in bianco, scritta senza consultare i diretti interessati, cioè i lavoratori e le parti sociali. Per noi si tratta di una legge che non crea lavoro e non modifica nulla nell’immediato e che ci viene imposta togliendo la facoltà al Parlamento e alle opposizioni di dialogare su una materia tanto delicata e cruciale come quella del lavoro. Per protesta abbiamo dichiarato la nostra volontà di non far parte di questo teatrino ignobile e abbiamo abbandonato l’Aula dopo le nostre dichiarazioni di sdegno”, concludono i senatori del M5S.