Roma, 20 set. (Adnkronos) – “Abbiamo detto più volte che la priorità assoluta per il Paese è il lavoro. Sia nel senso dello stimolo alla crescita sia in quello di una sua regolazione più moderna ed efficace. L’articolo 18 ha avuto storicamente un valore grandissimo di civiltà e di equità. La nuova regolamentazione, in un’epoca radicalmente diversa, deve ottenere con strumenti nuovi gli stessi obbiettivi di civiltà e di equità”. Lo afferma il capogruppo di Per l’Italia alla Camera Lorenzo Dellai.
“Per questo -aggiunge- occorre superare le barricate dei pregiudizi e farsi carico delle difficoltà di tutti gli attori in campo. Serve da parte di tutti una valutazione laica: occorre chiarire come il governo intende interpretare la delega chiesta al Parlamento, prevedendo in ogni caso tappe di verifica dei risultati. Mi riferisco sopratutto a natura e intensità delle nuove ‘tutele crescenti’ proposte e alla necessità di una radicale diminuzione delle tipologie contrattuali atipiche, in larga misura applicate oggi in modo improprio e lesivo della dignità di moltissime persone”.
“Fondamentale appare poi valutare le scelte riguardanti i nuovi ammortizzatori sociali e il riordino della formazione professionale e delle altre forme di accompagnamento al lavoro, ivi compresi servizi per l’impiego di modello europeo. Infine, proprio l’opportuno riferimento spesso utilizzato alla realtà germanica richiama la necessità di un dialogo sociale a tutto campo. L’Italia -conclude Dellai- non può più sopportare le liturgie inconcludenti della concertazione orientata alla paralisi, è vero. Ma neppure può dissipare le proprie energie negli effetti devastanti di una rottura totale del dialogo tra parti sociali e tra esse e la politica”.