(AdnKronos) – Il governo comunque ribadisce l’intenzione a fare presto. “Entro 6 sei mesi al massimo i decreti dovranno essere approvati”, è il timing indicato da Poletti che conferma anche l’obiettivo dell’incontro: dialogo ma senza trattativa. Cgil e Uil, comunque, non avevano grandissime aspettative. “Non mi pare che siano per un dialogo serrato. E il fatto che Poletti abbia ribadito più volte che il confronto non prevede la trattativa ci conferma un atteggiamento indisponibile del Governo ad un normale rapporto con i sindacati e un atteggiamento molto più arretrato del dialogo sociale che si svolge in Europa”, annota Camusso, anche se successivamente, in una nota di commento dell’incontro Poletti, che non ha tenuto l’attesa conferenza stampa, parla di “clima positivo e di un confronto che continuerà “per vie formali ed informali”.
Più morbido e decisamente ‘interlocutorio’ il giudizio della Cisl. ”E’ un incontro importante perché risponde all’impegno assunto il 7 ottobre dal governo con le parti sociali. Sarebbe stato però meglio avere in mano una bozza su cui discutere per poter esprimere un giudizio più compiuto”, ha spiegato il segretario confederal Gigi Petteni disponibile a qualunque confronto: “incontro in sale gialle o verdi …non ce ne importa nulla, l’importante è il risultato finale”, dice.
Sul fronte del no si schiera anche l’Ugl, perplessa per la mancanza di un testo su cui ragionare. “Il governo non può pensare che il contratto a tutele crescenti e tutta la materia degli ammortizzatori possano essere accettate come una semplice presa d’atto”, dice il segretario generale, Paolo Capone, che rimarca “la distanza e le perplessità nei confronti di un testo sul quale il governo, il terzo non eletto dai cittadini italiani, fino ad oggi ha impedito ai sindacati di intervenire”.