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Lavoro: Cuperlo, Renzi non ci dica prendere o lasciare

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Roma, 26 set. (Adnkronos) – “La politica non può promettere cose che non è in grado di mantenere, io sono per estendere e universalizzare le tutele ma servono le risorse per farlo”. Gianni Cuperlo, leader della sinistra dem, fa una proposta di mediazione sul lavoro. “Io cerco, con altri, una soluzione per unire il paese e fare una buona riforma”, chiarisce in un’intervista a ‘La Repubblica’.
“Oggi innovare vuol dire allargare le tutele – riflette Cuperlo – pensare i servizi per l’impiego come diritto di cittadinanza. Dare un sussidio vero ai disoccupati. Più che al partito della trattativa mi iscrivo a quello del cambiamento “. E su chi accusa la minoranza dem di conservatorismo nel dibattito sull’art. 18, “non siamo i Flintstones – risponde secco – Il lavoro non è solo un reddito, è dignità e libertà della persona”.
“Io non voglio stravolgere l’impianto della riforma – assicura – Voglio che la riforma funzioni”. Ma “quando in gioco è la vita delle persone a me gli equilibri interni al Pd interessano davvero poco”. L’auspicio di Cuperlo è che nella direzione di lunedì “il segretario presenti una relazione alternativa al prendere o lasciare. Un partito discute, la riforma si può migliorare, dal salario orario minimo per dare al lavoro sommerso e sfruttato una ragione per combattere a una buona legge sulla rappresentanza, per aiutare il sindacato a rinnovarsi”. Da parte della minoranza dem, “non c’è nessuna rivincita” in atto rispetto al Congresso. “Renzi ha guidato il Pd al 41%. E’ il capo del governo. Ma lui deve capire – rimarca Cuperlo – che da solo non ce la fa e che in casa non ha dei nemici. A meno che non pensi, e non voglio crederlo, che chi ha delle idee diverse dalle sue deve andarsene altrove”.