– ”La cosa che non va bene è questo atteggiamento del governo che dice: provvediamo noi a fare i cambiamenti -aggiunge Carniti- Se il governo pensa che lo Statuto dei lavoratori costituisca un impedimento a una gestione più dinamica del mercato del lavoro, convoca la parti, le mette a confronto tra di loro e dice: trovate una soluzione che vada bene. Non è che è il governo che deve decidere come deve essere scritto l’articolo 18 o il 17 o il 21, negli ordinamenti democratici non è così che funziona”.
Sulle ricette per far ripartire il lavoro, Carniti afferma che ”quest’anno si dice che si vogliono tagliare 20 miliardi di spesa, se non ci sono investimenti compensativi, essenzialmente di carattere pubblico, è chiaro che continuerà, e si aggraverà la recessione e anche la deflazione. Quando sento il ministro Padoan che dice che, pur riconoscendo che l’articolo 18 riguarda un numero irrilevante di casi, però è l’effetto psicologico, ci sono investitori esteri…: io me li vedo già ammassati alle frontiere che vorrebbero fare investimenti, però essendoci l’articolo 18 si astengono dal farlo!”.