Roma, 20 set. (Adnkronos) – No “al tutti contro tutti” sull’art.18 che resta “solo un totem ideologico da agitare in ogni stagione politica”. Sì invece ad una discussione a 360 gradi sulle forme di sfruttamento giovanile che potrebbero venire eliminate con le norme del governo. Ma l’esecutivo deve prima fare chiarezza e dire se davvero “è disposto a cancellare tutte le forme vergognose di sfruttamento”. Così il leader Cisl, Raffaele Bonanni, in un suo intervento sulle pagine dell’Avvenire precisa la posizione del sindacato dopo lo scontro , ieri, innescato dalle parole del premier.
“Il tema dell’articolo 18 rischia di dividere il Paese in un momento grave in cui avremmo bisogno della massima coesione sociale per affrontare i tanti nodi irrisolti che frenano la ripresa e la creazione dei nuovi posti di lavoro. La Cisl non vuole prestarsi a questo gioco del tutti contro tutti. Per questo ci rivolgiamo direttamente al ministro del Lavoro, Giuliano Poletti: perché si vuole “inquinare” il dibattito sulla riforma del lavoro con la vicenda dell’articolo 18 che è stato riformato, dopo un non facile confronto con le stesse parti sociali, dal Governo Monti appena due anni fa?”, spiega.
“I casi di reintegro in Italia sono davvero pochissimi, a dimostrazione che il tema dell’articolo 18 è solo un totem ideologico da agitare in ogni stagione politica. È il simbolo di una Italia rancorosa, che vuole far leva sull’invidia sociale, mettendo sempre i padri contro i figli, i lavoratori tutelati contro i giovani non tutelati. Abbiamo detto con chiarezza che il contratto a tutele crescenti può essere una strada giusta per eliminare tutte quelle forme spurie di flessibilità selvaggia. Ma il Governo è disposto a cancellare queste vergognose forme di sfruttamento dei giovani”, chiede ancora Bonanni relativamente alle false partite Iva, agli associati in partecipazione, ai collaboratori a progetto, sia nel settore privato sia nel pubblico impiego.