Roma, 27 dic. (AdnKronos) – “Il Jobs act non è un monolite da museo e nulla vieta che in futuro possano esserci degli aggiustamenti: tra questa considerazione e inneggiare alla rivoluzione, come fa Camusso, passa la stessa distanza che c’è tra la ragionevolezza e l’assurdità”. Lo afferma Dorina Bianchi, vice presidente vicario di Area popolare alla Camera.
“Non sono gli scioperi a risolvere i problemi del mercato del lavoro, tanto meno quelli dei lavoratori. Dichiararsi pronti a scioperare contro le aziende conferma l’assurdità delle dichiarazioni del segretario generale della Cgil: così si innesca una guerra tra imprese e lavoratori che non ha senso, se non quello di deteriorare un rapporto di lavoro che deve tendere al miglioramento invece che alla lotta ideologica”, conclude Bianchi.