Home Attualità ‘La scuola di tutti e di ciascuno’

‘La scuola di tutti e di ciascuno’

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La scuola riflette sui problemi e sulle risposte da dare agli alunni che presentano una richiesta di attenzione speciale. “I motivi possono essere molti – sottolinea Alessandro Gabbrielli, Segretario Flc Cgil. Disturbi dell’apprendimento, svantaggio sociale e culturale, disturbi evolutivi. Inoltre i flussi migratori hanno determinato una nuova situazione e cioè alunni con una non sufficiente conoscenza della cultura e della lingua italiana perché appartenenti ad altre culture”.

Nel linguaggio burocratico è nato così un nuovo acronimo: BES, cioè bisogni educativi speciali, sanciti dalla Direttiva ministeriale del dicembre 2012 :“L’area dello svantaggio scolastico è molto più ampia di quella riferibile esplicitamente alla presenza di deficit. In ogni classe ci sono alunni che presentano una richiesta di speciale attenzione per una varietà di ragioni: svantaggio sociale e culturale, disturbi specifici di apprendimento e/o disturbi evolutivi specifici, difficoltà derivanti dalla non conoscenza della cultura e della lingua italiana perché appartenenti a culture diverse”.
Ci sono quindi alunni per i quali il principio della personalizzazione dell’insegnamento, sancito dalla Legge 53/2003, va applicato con particolari attenzioni.

“Per questa ragione – commenta Gabbrielli – valutiamo in modo particolarmente positivo l’incontro di approfondimento e discussione promosso dall’Associazione Proteo Fare Sapere Arezzo, dal Collegio dei Dirigenti scolastici e dall’Ufficio scolastico territoriale. Un’occasione per riflettere su un tema importante e per ribadire, come sottolineato nel titolo dell’incontro, che la scuola è di tutti e di ciascuno”.

L’appuntamento è per giovedì 27 febbraio, con inizio alle ore 16 nei locali dell’Itis di Arezzo. Dopo il saluto di Emanuela Caroti, presidente del Collegio dei dirigenti scolastici della provincia di Arezzo, è in programma l’ introduzione di Domenico Sarracino, presidente provinciale di Proteo Fare Sapere di Arezzo. Quindi la presentazione di alcune esperienze: Alfonso Noto, dirigente scolastico (“Il modello cortonese di inclusione”), Barbara Falcone, docente di sostegno (“Gli interventi del Centro Territoriale di Supporto di Arezzo per alunni con Bes”; Giuliano Franceschini, Docente di Didattica generale Università di Firenze (“Inclusione e politiche della formazione”).
Al termine del dibattito, le conclusioni saranno tratte da Tiziana Giovenali dell’ Ufficio scolastico territoriale di Arezzo