Roma, 16 ott.(AdnKronos) – Non ci saranno effetti negativi per le micro imprese dalla decisione di lasciare al lavoratore l’opzione di poter far affluire il Tfr in busta paga, sperimentalmente per tre anni. A commentare l’impatto di una delle norme insierte nella legge di stabilità varata ieri dal governo è Unimpresa. “La misura inserita dal governo nella legge di stabilità per il 2015 non è di carattere obbligatorio, ma volontario, cioè scatterà solo sulla base della richiesta dei lavoratori. Ne consegue che per le aziende più piccole, quelle fino a 15dipendenti in particolare, non ci saranno impatti problematici legati alla norma sul trattamento di fine rapporto: ciò perché nelle realtà imprenditoriali minori esiste un rapporto stretto, per non dire familiare, tra i datori di lavoro e i loro dipendenti. Le parti di fatto non sono contrapposte e, al contrario, concordano qualsiasi scelta rilevante per i bilanci aziendali”, spiega.
Diverso, invece, il discorso per le aziende con numero di lavoratori da 16 a 50 dove accordi e intese, anche non formali sono meno semplici da realizzare. L’impianto della manovra, comunque, dice ancora Unimpresa, “può in ogni caso considerarsi positivo” come gli sgravi contributivi triennali per i neo assunti. “Tuttavia – conclude- ci teniamo a insistere su un punto cruciale: la riduzione delle tasse non può fermarsi con le norme sull’Irap, ancorché apprezzabili, ma deva proseguire incessantemente. Di più: l’abbattimento della pressione fiscale, per le famiglie e per le imprese, diventi l’ossessione del governo guidato da Matteo Renzi”.