(AdnKronos) – Quanto fatto finora, aggiunge Lotti, “è però largamente insufficiente e il gap con i nostri concorrenti stranieri si è andato sempre più ampliando. La dimensione delle nostre strutture è infatti largamente inidonea a reggere il confronto con i competitors stranieri; si pensi che fra le prime cento società di ingegneria europee per dimensione, non ce n’è neanche una italiana. Bisogna quindi rapidamente invertire rotta e favorire la crescita delle nostre strutture anche prevedendo incentivi e sgravi fiscali che favoriscano processi di aggregazione e fusione, nonché meccanismi agevolativi per le reti di impresa. Si tratta dei primi e urgenti interventi che potrebbero consentire alle nostre imprese di aggredire con maggiore efficacia il mercato internazionale, dove peraltro le nostre società maturano ormai il 40% del loro fatturato globale”.
Un secondo punto sul quale l’Oice concentra la sua attenzione è quello dei processi: “la legge di stabilità -sottolinea Lotti- prevede opportuni meccanismi di agevolazione della ricerca e dello sviluppo, riconoscendo un sensibile credito di imposta. Tutto ciò va nella direzione giusta, ma vorremmo che tali misure fossero effettivamente applicabili anche all’adeguamento dei processi di elaborazione dei progetti rispetto ai quali la sfida che ci giunge dall’Europa e dal resto del mondo è quella di un rapido aggiornamento delle nostre metodologie. Mi riferisco in particolare al Bim (Building Information Modelling), obbligatorio in diversi paesi europei e ormai standard usuale nella progettazione di molti interventi a livello internazionale”.
Quindi, conclude Lotti, “occorre chiarire espressamente che anche gli investimenti che le nostre imprese stanno sostenendo per adeguarsi a questa metodologia siano ricompresi nel credito di imposta. Sarebbe un vero delitto non accompagnare le nostre imprese in questo percorso ormai non eludibile, rischiando di renderle meno competitive a livello internazionale in un momento così delicato per il nostro mercato interno”.