Home Nazionale L.stabilità: in Cdm manovra da 30 mld, testo ancora aperto/Adnkronos

L.stabilità: in Cdm manovra da 30 mld, testo ancora aperto/Adnkronos

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Roma, 14 ott. (AdnKronos) – Molte conferme sulle indicazioni di massima ma ancora un testo aperto per la legge di stabilità, con una manovra da 30 mld, che sarà domani all’esame del Cdm. I tecnici sono al lavoro, a Palazzo Chigi e al Tesoro, con una serie di opzioni ancora sul tavolo. L’obiettivo è quello di tenere insieme la volontà politica di intervenire a favore di imprese e famiglie, con sgravi Irap e Irpef, con l’esigenza tecnica di rispettare gli impegni di bilancio presi con Bruxelles. Un’operazione complessa, quella di far quadrare i conti, visti gli obiettivi ambiziosi già annunciati dal premier Matteo Renzi. E, per ora, i giudizi delle parti sociali sono contrastanti: si va dalla bocciatura della Cgil, manovra “recessiva”, alla promozione della Confindustria, che guarda al taglio dell’Irap come a “un sogno che si realizza”.
Nelle scorse ore sono trapelate presunte incomprensioni fra Renzi e Padoan, anche alla luce dei dettagli forniti dal premier di fronte agli industriali a Bergamo e della partita, dall’esito ancora incerto, sul Tfr in busta paga. Tanto che il presidente del Consiglio, di fronte alle insistenze dei giornalisti, ha voluto puntualizzare che ”non c’è nessuna divergenza”.
Altrettanto ferma la bandiera piantata dal ministro dell’Economia. Padoan conferma che l’aggiustamento del deficit per quest’anno è limitata allo 0,1% e che il pareggio di bilancio slitta al 2017. “Il limite del 3% sarà rispettato, staremo sotto e andremo avanti con il consolidamento strutturale”, assicura, dicendosi “fiducioso”, perché “le relazioni con la Ue sono molto costruttive, usiamo la flessibilità nelle regole e abbiamo un dialogo aperto con la Commissione”. Una risposta chiaramente indirizzata alle voci di bocciatura da parte della Ue che rimbalzano tra Roma e Bruxelles.
Padoan, impegnato a Lussemburgo, in vista del confronto che lo attende a Roma con Renzi prima del Cdm parla anche dell’impianto generale della manovra. Il presidente del Consiglio “ha presentato alcune componenti aggregate” a una legge di stabilità che “deve ancora essere approvata” e “contestualmente presentata a Bruxelles”. Per questo, “è presto per dire che bisogna correggere qualcosa che non è stata ancora finalizzata”, aggiunge, replicando a chi chiede di eventuali correttivi da apportare su suggerimento di Bruxelles.
Altre indicazioni sono arrivate dal sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Graziano Delrio. Nella quota di spending review che spetta alle Regioni, 4-5 miliardi, “il budget attuale della sanità non verrà toccato, anzi si può ragionare su eventuali incrementi”.
Sul piano fiscale, è confermato un ruolo sostanziale per la lotta all’evasione. Dovrebbero arrivare circa 3 miliardi. Due miliardi dovrebbero arrivare dal cosidetto reverse charge nei pagamenti Iva e 1 mld dalla nuova strategia basata non tanto sugli interventi ex post quanto su una serie di azioni che l’Agenzia delle Entrate metterà in campo per spingere i contribuenti, soprattutto quelli a più alto rischio evasione, ad una maggiore adesione spontanea.
Risorse che vanno in parte a compensare lo sforzo a favore di imprese e famiglie. Da una parte con un nuovo taglio dell’Irap che vale 6,5 mld, “un sogno che si realizza” nella valutazione entusiastica del leader di Confindustria Giorgio Squinzi. Dall’altra, la conferma del bonus Irpef di 80 euro che diventa stabile.
Ancora aperta la partita tfr, anche se la misura dovrebbe entrare nella stesura definitiva della legge di stabilità. “Secondo ciò che ha dichiarato il presidente del Consiglio, a questo momento, è prevedibile di sì. Vedremo domani”, risponde il ministro del lavoro, Giuliano Poletti, a chi chiede se la misura sul tfr in busta paga possa ci sarà. L’impegno di Palazzo Chigi è chiaro in questo senso, con la prospettiva di un accordo con le banche che consenta di non far gravare il costo dell’operazione sulle imprese. Serve però, ad avviso del Tesoro, una copertura per la quota di Tfr che spetta all’Inps, altrimenti si aprirebbe un buco nel bilancio dell’Istituto.
Non meno di 1,5 miliardi saranno destinati ad alimentare i nuovi ammortizzatori sociali collegati al Jobs act, sempre secondo le assicurazioni arrivate da Renzi. Nessun intervento in programma, invece, sulle pensioni. “Al momento non sono previsti specifici interventi sulle pensioni nella legge di stabilità, nè di togliere nè di aggiungere”, sintetizza Poletti.
Reazioni diverse, tra le parti sociali, rispetto all’impianto e alle misure della manovra. “Si realizza un nostro sogno, una cosa che auspicavamo da tanti anni”, dice il presidente di Confindustria, Giorgio Squinzi, commentando il taglio della componente lavoro dell’Irap annunciata dal premier Renzi. Disco verde anche per l’azzeramento dei contributi per i neoassunti: “e’ una misura molto positiva. Ora aspettiamo l’attuazione delle norme ma non possiamo che dirci pienamente soddisfatti”. Diametralmente opposta la prospettiva Cgil. “Il mix di tagli della spesa e di riduzioni fiscali per alcuni ci manterrà nello stato recessivo in cui già vive il Paese. Credere che la crescita riparta solo agendo sul fronte fiscale e’ un errore. Un esperimento già fatto che non ha creato ne’ crescita ne’ posti di lavoro”, è la sentenza del leader Susanna Camusso.
Nettamente più positiva la Cisl. “Noi ci aspettiamo che la legge di stabilità segni una svolta vera sul piano di un sostegno concreto ai lavoratori, ai pensionati e alla famiglie italiane. Bisogna soprattutto difendere tutti i posti di lavoro, ridurre l’area inaccettabile di precarietà dei giovani e creare le condizioni per nuovi investimenti”, scandisce il segretario generale della Cisl, Annamaria Furlan sulla legge di stabilità.
Aspettative anche in casa Uil. “La legge di stabilità deve rappresentare, sul serio, una svolta per l’economia del Paese. Forse è l’ultima occasione che abbiamo per uscire con i nostri piedi dalla recessione”. Ma, avverte il leader Luigi Angeletti, “se ci dovessimo trovare di fronte al solito gap tra annunci e decisioni, il nostro giudizio non potrà che essere negativo e il nostro agire conseguente”.