Roma, 7 ott. (AdnKronos) – Conto alla rovescia per la presentazione della Legge di Stabilità, da approvare in Cdm entro il 15 ottobre per poi trasmetterla a Bruxelles. L’asse Palazzo Chigi-Mef ha intensificato gli incontri sull’ex Finanziaria che dovrebbe ammontare intorno ai 23-24 miliardi. L’obiettivo del governo è realizzare circa 15 mld di minori tasse, di cui una parte sull’Irpef e il resto sul lavoro.
Tra gli interventi è confermata la stabilizzazione degli 80 euro in busta paga (7mld), il rafforzamento del taglio del cuneo fiscale (2 mld circa) e la proroga dell’ecobonus al 65%. Al finanziamento dei nuovi ammortizzatori sociali, che accompagneranno il Jobs Act, andranno 1,5 mld; 1 mld sarà invece destinato alle assunzioni di una parte dei precari della scuola e 1 mld per alleggerire il patto di Stabilità dei comuni. Quanto alle risorse disponibili, il governo intende sfruttare al massimo il margine di indebitamento tra deficit tendenziale e deficit programmato, dal 2,2% al 2,9% del pil, è cioè 0,7 punti pari a circa 9 mld. Ci sono poi i tagli della spending review: una sforbiciata che non dovrebbe superare i 4 mld (ben lontana dai 20 mld proposti dal commissario Cottarelli) intervenendo sulle voce di competenza dei dicasteri e sugli acquisti di beni e servizi. Allo studio anche misure di contrasto all’evasione Iva che, secondo le stime del Tesoro, dovrebbero portare nelle casse dell’Erario circa 1,5 mld.
Ancora nulla di deciso sull’anticipo del Tfr in busta paga, prima bisognerà infatti risolvere il nodo sulle compensazioni alle imprese. L’operazione sulla liquidazione, ha detto Renzi, “la faremo se per le piccole e medie imprese ci saranno garanzie dal sistema bancario”.