Home Nazionale L.stabilità: Cgil, politica insensata, si programma disastro sociale (2)

L.stabilità: Cgil, politica insensata, si programma disastro sociale (2)

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(AdnKronos) – Il Governo , prosegue Barbi, “scommette invece su una forte riduzione delle tasse alle imprese (taglio generalizzato dell’Irap sul costo del lavoro e sgravi contributivi per nuovi contratti a tempo indeterminato) e sulla svalutazione del lavoro (Jobs Act, come “collegato” alla Legge di stabilità) sperando che, senza vincoli e con meno tutele, aumentino gli investimenti privati e, per questa via, l’occupazione. Ma non succederà perché il permanere di una crisi di domanda scoraggia le imprese”.
Anche gli incentivi direttamente legati alla stipula di nuovi contratti a tempo indeterminato realizzeranno per la Cgil, “più stabilizzazioni e sostituzioni che nuovi occupati”. Le politiche per le imprese e le misure fiscali per lo sviluppo, inoltre, “non sono adeguate e manca una vera politica industriale. In più sottendono una politica concettualmente antimeridionale, determinando un ulteriore differenziale nella coesione del Paese”. La Cgil comunque , se il Parlamento dimostrerà la volontà di discutere come ricostruire una politica finanziaria e di bilancio all’altezza della situazione “non farà mancare il proprio apporto in termini di proposte e relazioni costruttive”, spiega ancora Barbi rilanciando l’idea di una “manovra come quella sul Piano del Lavoro, per rispondere alla crisi di domanda e occupazionale, qualificare l’offerta e il lavoro”.
Il sindacato guarda infatti: ad un piano straordinario per l’occupazione giovanile e femminile, da finanziare attraverso un’Imposta sulle grandi ricchezze finanziarie che con un gettito di circa 10 miliardi di euro l’anno potrebbe garantire oltre 740mila nuovi posti di lavoro (pubblici e privati), aggiuntivi, in tre anni; una nuova politica industriale per l’innovazione, con il sostegno delle grandi imprese pubbliche nazionali e di Cassa Depositi e Prestiti; una forte riduzione del carico fiscale sui redditi da lavoro e da pensione, attraverso un piano di lotta per la riduzione strutturale dell’evasione fiscale e della corruzione, recuperando le risorse utili ad aumentare ed estendere il bonus Irpef.