Roma, 11 nov. (AdnKronos) – “L’accordo siglato ieri sera a Palazzo Chigi non facilità la ricomposizione del campo popolare, né tanto meno crea le condizioni per una dialettica dell’alternanza tra coalizioni. Troppo bassa la soglia del 40% per il premio di maggioranza, che non può andare a chi raccoglie di fatto solo i voti del 20% degli italiani”. Lo afferma il sottosegretario all’Istruzione Angela D’Onghia, che definisce “ancor più inaccettabile la soglia di sbarramento al 3% per i partiti, che non vengono stimolati in questo modo a fare massa critica e ad unirsi”.
“Con uno sbarramento così basso, al contrario -aggiunge l’esponente di Popolari per l’Italia- i soggetti politici sarebbero invogliati a rimanere semplicemente piccole sfere di privilegio, finalizzate soltanto alla sopravvivenza di una nomenclatura politica che cerca riparo sotto l’ombrello di Renzi, anziché diventare come è auspicabile veri e forti soggetti di democrazia”.
“Il fatto che al grande tavolo del presidente del Consiglio mancasse soltanto quella parte della maggioranza che ha sempre voluto far sentire con coraggio e libertà la propria voce critica, preoccupa circa le vere intenzioni dell’esecutivo. Il nostro timore è che in questa prospettiva si crei un sistema sostanzialmente bloccato, all’interno del quale non possa nascere né il soggetto popolare alternativo in prospettiva al partito socialista, da noi auspicato, né un sano sistema democratico basato sull’alternanza. Altro che cambiamento: l’esito sarebbe esclusivamente il mantenimento delle posizioni acquisite, per paura di non essere più rieletti”, conclude D’Onghia.