(AdnKronos) – Intere generazioni di italiani d’America hanno pagato un prezzo altissimo nella lunga strada dell’integrazione e del successo, come racconta Maggio, anch’egli presente a Villa Taverna, nei quattro capitoli della sua saga. “La Famiglia”, “Diventare americani”, “Americani leali”, “Il sogno americano”, sono i passaggi che scandiscono una storia che parte dal Risorgimento e approda fino alla speranza, ancora inespressa, di un presidente italo-americano.
Forse, il segno che gli italiani d’America si sono finalmente liberati dei vecchi stereotipi, che spesso ne hanno rallentato l’ascesa, sta proprio nel progressivo declino di tante ‘Little Italy’ sparse per l’America, a cominciare da quella di New York. Gli ex ghetti che si dissolvono lentamente, assorbiti dalla speculazione immobiliare e dall’incalzare di altri gruppi etnici, non sono un segnale di sconfitta, ma di “progresso”. Per Maggio “gli italiani forse sono rimasti troppo a lungo nei loro quartieri”, ora ne sono usciti, con un po’ di nostalgia, per nuotare nel più ampio mare del “mainstream americano”.