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Intersos cerca superspecialisti per squadra volontari intervento rapido

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Roma, 13 ott. (Labitalia) – Lavorano nelle zone del pianeta più ‘calde’, per cercare di fronteggiare le emergenze che si creano a causa delle guerre, delle epidemie, delle carestie o dei fenomeni meteorologici. Sono i volontari delle organizzazioni umanitarie, che, sempre di più in questi ultimi anni, si trovano a dover intervenire con molta fretta in situazioni di crisi estreme. Anche per questo sta cambiando il modo di organizzare gli interventi, come dimostra Intersos, organizzazione umanitaria italiana, che dal 1° gennaio 2015 partirà con una task-force di specialisti multisettoriali pronti in pochissimo tempo a ‘sbarcare’ nelle aree di crisi e a organizzare gli aiuti in tempi superveloci.
“Intersos -spiega a Labitalia Claudio Colantoni, direttore generale dell’organizzazione umanitaria senza fini di lucro, fondata nel 1992 e presente con 16 missioni prevalentemente in Africa, Asia e Europa dell’Est- ha deciso di rafforzare il proprio organico creando il Rapid Deployment Team (Rdt), un’unità interna formata da personale esperto e qualificato, in grado di rafforzare la risposta umanitaria in alcune delle aree più difficili del pianeta”.
“Uno degli aspetti più ‘stressanti’ della risposta in caso di crisi -aggiunge Colantoni- è la velocità con cui si svolgono gli eventi e dunque la velocità con cui occorre organizzare l’intervento. Per questo, con una scelta che per noi può anche essere rischiosa, abbiamo scelto di avere un certo numero di ‘specialisti’ a disposizione (10 per la precisione) senza aver individuato a priori i progetti in cui la squadra sarà utilizzata, ma pronti per organizzare interventi immediati”.
Per entrare a far parte del Team Intersos cerca capi missione, coordinatori di programma, responsabili logistica, esperti di reperimento risorse, project managers, responsabili sanitari e educativi. Tutte le professionalità richieste possono essere visionate sul sito www.intersos.org/collaboraconnoi. Attualmente per Intersos lavorano circa 100 persone, tutte fuori dai confini italiani, che collaborano poi con staff locali. Ma oltre ai profili per l’Rdt, si cercano anche altre figure professionali.
“Quando io ho cominciato la mia attività nel volontariato -spiega Colantoni- circa 20 anni fa, ci si avvicinava a questo mondo mossi esclusivamente da un interesse di carattere individuale. Oggi c’è una rinnovata attenzione per la cooperazione internazionale, molte università formano professionalità per questo settore e nei ragazzi c’è anche la consapevolezza che questo può essere anche un percorso professionale. Sempre, però, accompagnato dalla passione di aiutare gli altri”.
“Oggi le Ong sono il principale attore dell’aiuto umanitario -spiega Marco Rotelli, segretario generale Intersos – e sono chiamate a rispondere a bisogni d’intensità e frequenza senza precedenti. Per fare ciò stanno dando fondo a tutte le loro risorse finanziarie, organizzative e impiegando un numero crescente di personale qualificato. Ma i dati dimostrano chiaramente che dobbiamo fare di più senza improvvisazione ma con strumenti concreti ed efficaci. Questo team, permanentemente disponibile, fa parte di diverse idee che stiamo costantemente perfezionando e sperimentando in questi anni per rappresentare una qualificata risposta italiana a problemi globali”.