Roma, 14 ott. (Adnkronos) – “Ora la partita si gioca tutta sulla fiducia: un’economia stagnante, migliaia di aziende che continuano a chiudere i battenti, con la conseguente perdita di posti di lavoro soprattutto per i giovani, non fanno altro che alimentare una spirale negativa che rafforza la deflazione”. Lo afferma in una nota Confesercenti, commentando i dati Istat relativi ai prezzi al consumo di settembre, peggiori rispetto alle attese. “Bisogna agire subito” sottolinea Confesercenti, che spiega: “L’ipotesi di un aumento dell’Iva si tradurrebbe in un ulteriore colpo di grazia per la domanda interna: i costi di questa scelta scellerata si abbatterebbero su famiglie ed imprese, già stremate da una pressione fiscale insopportabile ed un credito asfittico che non accenna a ripartire”.
“Bene le misure annunciate da Renzi sul taglio dell’Irap e sugli incentivi per il lavoro. Ma il loro orientamento verso le aziende più grandi non è in grado di modificare la tendenza negativa dell’economia. Il peso economico e sociale delle Pmi non può essere ignorato, perché da queste arrivano sviluppo ed occupazione” sottolinea Confesercenti, che chiede al Governo “di mettere in campo misure per favorire l’autoimprenditorialità, attraverso agevolazioni per i primi 3 anni per le start up e le imprese giovanili”.
“È in gioco il nostro futuro e per questo auspichiamo che Istituzioni e politica mettano da parte le contrapposizioni” conclude Confesercenti: “Quello che serve è una scossa unitaria e forte per far sì che le imprese possano investire e le famiglie tornare a consumare, in modo da rimettere il Paese sul sentiero della crescita”.