Nuova Delhi, 31 mag. – (Adnkronos) “Impiccateli in pubblico”. A parlare, riferisce la Cnn, è la madre di una delle due giovani indiane morte impiccate dopo uno stupro di gruppo, secondo la quale gli aggressori meritano lo stesso destino riservato a sua figlia. Ma in India, adesso, oltre alla rabbia c’è anche tanta paura. “Siamo spaventate”, ha detto Renu Devi, una donna del villaggio dell’Uttar Pradesh dove le vittime, di 14 e 16 anni, sono state aggredite. “Se questo è potuto succedere a loro – ha aggiunto – potrebbe succedere anche a noi”.
Oggi, un ufficiale della polizia ha spiegato che “cinque uomini principali sospettati per questo crimine” sono stati arrestati e che tra loro ci sono anche due poliziotti. Inoltre, il padre di una delle vittime ha rifiutato un’offerta di indennizzo di 500mila rupie (circa 6mila euro) da parte delle autorità. “Non ho bisogno di un risarcimento, voglio giustizia per mia figlia”, ha detto l’uomo al canale Ndtv.
Proprio oggi, riferiscono i media indiani, il leader del partito del Congresso Raul Gandhi si è recato nel villaggio per incontrare i parenti delle due giovani. Il vicepresidente del partito ha anche visitato il luogo dove sono stati ritrovati i corpi.