– “Le amministrazioni centrali dello Stato sono responsabili di una quota del debito patologico – spiega il Mef – stimata nel 5-10%; la gran parte di tale debito è responsabilità di Regioni, Province, Comuni, enti sanitari nonché consorzi e società partecipate delle autonomie locali. Il Ministero dell’Economia e delle Finanze fornisce risorse finanziarie a questi enti accertandosi che li utilizzino correttamente e che si impegnino a restituire all’Erario i finanziamenti ricevuti dallo Stato. Ciò è essenziale per non favorire indebitamente gli enti che si sono fortemente indebitati con i loro fornitori rispetto agli enti che hanno pagato in tempi più brevi”.
“Negli ultimi mesi le somme messe a disposizione degli enti vengono da questi richieste e assorbite più lentamente, presumibilmente perché la quota maggiore di debito patologico è stata rimossa grazie ai primi finanziamenti. Per esempio, la terza tranche di finanziamento ai comuni è stata da questi assorbita solo parzialmente (1,3 su 1,8 miliardi disponibili). Le Regioni rallentano l’assorbimento di risorse in alcuni casi perché hanno raggiunto le soglie previste dal patto di stabilità interno, oppure per problemi di contabilizzazione dei finanziamenti nei bilanci e in alcuni casi perché non riescono a predisporre piani di pagamento dettagliati”, precisa il Mef.
“Tra settembre e novembre dovrebbero essere richiesti da Regioni e Comuni e quindi erogati dal Tesoro circa 9 miliardi, che si aggiungono ai 38 già erogati. Ad oggi sembra poco plausibile che vengano richieste interamente le ulteriori risorse stanziate”, si legge nella nota.