(AdnKronos) – Il livello di redditività nelle grandi imprese risulta lievemente più elevato per quelle a controllo nazionale (39,5%) rispetto a quelle a controllo estero (38,5%), anche perché le multinazionali estere presentano un costo unitario del lavoro più alto di quello delle imprese domestiche (quasi 47 mila euro contro oltre 31 mila). Le multinazionali estere contribuiscono per oltre un quarto alle esportazioni nazionali di merci (25,9%) mentre il loro apporto agli acquisti dai mercati internazionali è del 45,1%.
L’incidenza degli scambi intra-gruppo (intra-firm trade) sull’interscambio complessivo attivato dalle multinazionali estere è pari al 39,5% per le esportazioni e al 55,1% per le importazioni. Le multinazionali estere del settore farmaceutico attivano una quota rilevante degli scambi con l’estero del comparto: 73,7% dell’export e 86,5% dell’import. L’Unione europea è l’area da cui proviene la quota più ampia di investitori esteri in termini di imprese (61,4%), fatturato (56,7%) e valore aggiunto (58,1%). Gli Stati Uniti sono il paese con il maggiore numero di imprese e di addetti a controllo estero in Italia (2.214 imprese con oltre 263 mila addetti).