Bologna, 14 feb. (Labitalia) – Il 78% delle decisioni, professionali e personali, sono prese in modo razionale e senza rimpianti. E' quanto emerge da uno studio realizzato da Better decisions, start up italiana sul tema. Il sondaggio, applicato a un campione di 200 tra manager, imprenditori, liberi professionisti, studenti e professori, si è svolto in occasione del primo Better decisions forum, l'evento gratuito 'Low carb', cioè anteprima smart di un forum in programma a maggio. I risultati delineano delle caratteristiche ben precise di chi oggi prende delle decisioni, professionali e personali in grado di influire sulla propria vita al lavoro e a casa. La maggioranza si dichiara, infatti, un decisore razionale e senza rimpianto e, nello specifico, il 62% prende decisioni razionali e il 38% si lascia guidare dall'intuitoA spiccare maggiormente è il dato sulla consapevolezza delle proprie scelte, solo il 20% ha dichiarato di aver preso decisioni che, per vari motivi, non si sono rivelate ottimali, creando una vivace discussione all'interno del forum. Better decisions, start up italiana che porta la firma di Iconsulting, una delle principali realtà indipendenti italiane, dedicata alla tematica degli Analytics & big data, attraverso un network di professionisti, esperti e talenti, si propone di esplorare l'arte del decision making nei suoi tre aspetti fondamentali: Life, la storia personale mescolata a quella imprenditoriale di ognuno, Tech, l'impronta delle tecnologie che ci circondano e Human, le intuizioni e le emozioni che ci spingono a fare scelte diverse ogni giorno. Life, Tech e Human sono chiavi di lettura del processo decisionale che coinvolge tutti nella vita professionale e personale. "Le aziende, per competere -spiega Matteo Mura, ricercatore in Ingegneria gestionale- devono decidere in modo da conciliare efficienza e innovazione. Il trade off tra queste due caratteristiche passa anche attraverso lo scambio di conoscenza: le persone condividono se vogliono e non se devono". Secondo lo psicologo Paolo Vergnani, "uno degli aspetti che ci condiziona maggiormente nelle scelte è la paura di sbagliare". "Un vero e proprio bias che ci viene instillato fin da piccoli: davanti a un brutto voto -dice- siamo rimproverati, davanti a un bel voto ci viene detto che abbiamo fatto solo la metà del nostro dovere. Siamo tutti figli della cultura del non sbaglio che ci paralizza facendoci spesso decidere di non decidere".Piergiorgio Grossi, co-fondatore di Better decisions, conclude sostenendo che "prendiamo ogni giorno migliaia di decisioni che danno forma al nostro futuro e a quello delle nostre aziende e, nonostante quello che pensiamo, la maggior parte di queste decisioni sono migliorabili, se non sbagliate". "Ai nostri team di lavoro sarà sempre più richiesto questo livello di interdisciplinarietà: gruppi in cui super-tecnici saranno affiancati da designer e psicologi, per ideare prodotti e servizi che siano al passo con l?evoluzione della nostra società", conclude.