Roma, 3 ott. (Adnkronos) – Convincevano, con l’inganno, persone disabili affetti da sordomutismo ad assumere fittiziamente stranieri in qualità di colf o badanti. A seguito di articolate operazioni investigative, sono state, così denunciate dai carabinieri del nucleo operativo della Compagnia di Roma Eur, 20 persone facenti parte di un gruppo criminale dedito alla regolarizzazione illecita sul territorio nazionale di cittadini extracomunitari.
I sospetti sull’esistenza di un fenomeno illecito erano sorti a seguito della rilevazione, allo Sportello unico per l’Immigrazione di Roma, dell’anomalo aumento del numero di pratiche di assunzione di badanti da parte di persone affette da sordomutismo.
Attraverso l’ indagine, convenzionalmente denominata ‘Piramide, avviata a partire da settembre 2013, è stato accertato che due commercianti di origine egiziana da tempo stabilitisi in Italia avevano stretto un accordo criminale con alcuni operanti all’interno della Federazione Nazionale Sordi, le quali si prestavano, dietro compenso in denaro, a convincere persone disabili affette da sordomutismo a prestarsi fittiziamente quali datori di lavoro di cittadini extracomunitari di origine egiziana. In questo modo, gli extracomunitari, risultando badanti di portatori di handicap, potevano regolarizzare la loro posizione in Italia presso lo Sportello Unico per l’Immigrazione di Roma, Via Ostiense.
Per ottenere la regolarizzare del proprio soggiorno ogni straniero, inoltre, doveva corrispondere all’organizzazione una somma che variava dai 7.500 – ai 10.000 euro, grazie alla quale, l’associzione criminale procurava anche falsi certificati medici e false cessioni di fabbricato, necessari per corredare le pratica allo sportello Unico per l’Immigrazione di Roma.
Quattro persone sono indagate a vario titolo, di associazione per delinquere finalizzata al favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, mediante la presentazione, presso pubblici uffici, di falsa documentazione, al fine di regolarizzare cittadini extracomunitari secondo le procedure di emersione, nonché di concorso nell’induzione in errore di pubblici Ufficiali, contraffazione, fabbricazione, uso e possesso di atti e documenti falsi, il tutto aggravato dallo scopo di eseguire e occultare altri reati.
Quindici cittadini egiziani proventi dalla città di Gharbia, invece, sono invece ritenuti responsabili di concorso in induzione in errore di pubblici Ufficiali, contraffazione, fabbricazioni, uso e possesso di atti e documenti falsi, il tutto aggravato dallo scopo di eseguire e occultare altri reati.