– Secondo Oxfam la situazione è strettamente correlata anche all’insufficienza degli investimenti da parte dei governi europei in interventi di cooperazione allo sviluppo nei Paesi di provenienza dei migranti: Siria, Eritrea, Somalia, Mali e Nigeria su tutti. Questi investimenti restano, per la maggior parte, ben al di sotto degli impegni che vengono pubblicamente presi nei vari summit internazionali e che non vengono, salvo rare eccezioni, rispettati. L’Italia è ancora ferma allo 0,14% del Pil negli investimenti in cooperazione, di contro a un obiettivo assunto che dovrebbe portare il nostro Governo a destinare lo 0,7%.
“Se prendiamo ad esempio la risposta internazionale all’immane crisi siriana, che sta producendo un numero di rifugiati già oltre i 3 milioni, – sottolinea Bechini – essa risulta fallimentare su 3 fronti: aiuti insufficienti, scarse offerte per una nuova sistemazione dei rifugiati, continui trasferimenti di armi. Per questo Oxfam ha chiesto con urgenza all’Onu di imporre un embargo sulle armi a tutte le parti belligeranti, e ai governi dei paesi più ricchi di contribuire con una giusta quota di aiuti, offrendo accoglienza al numero crescente di siriani in fuga dalla violenza”.
Oxfam Italia sarà perciò a Lampedusa per sottolineare la necessità di concepire un modello di accoglienza che superi i grandi Cara, i centri di accoglienza per richiedenti asilo, sostituendoli con una rete diffusa di piccole e piccolissime strutture di accoglienza, che abbiamo un minor impatto sulla comunità ospitante e che garantiscano un miglior percorso di integrazione.