Roma, 31 ott. (Adnkronos) – “Mare nostrum ha consentito di salvare molte vite e non è un fattore di attrazione dell’immigrazione”. In occasione del lancio dell’operazione Triton, l’Oim, organizzazione internazionale per le migrazioni, rende omaggio a Mare nostrum, sottolineando come la priorità assoluta debba rimanere quella di salvare vite umane; una priorità che, sostiene l’Oim, dovrebbe essere sostenuta attraverso criteri coordinati in seno all’Unione europea.
Nell’ambito di Mare nostrum, ricorda l’Oim, circa 150mila migranti sono stati portati in salvo, ma circa 3.200 persone, nel 2014, sono morte nel tentativo di attraversare il Mediterraneo. Nonostante questi numeri, “l’emergenza non è rappresentata dal numero di persone coinvolte, ma dalle conseguenze umanitarie ed operative. Questa non è una crisi legata ad un cosiddetto ‘eccesso’ di migranti che sovraccaricano il continente, ma un’emergenza dovuta ad un crescente numero di persone che hanno bisogno di protezione, aiuti e canali sicuri di migrazione”, ha dichiarato il direttore dell’Oim, William Lacy Swing.
“In questo momento di crisi, – ha proseguito Lacy Swing – la reazione dell’Europa dovrebbe essere equilibrata e compassionevole. Il Mediterraneo ha ancora necessità di essere pattugliato, così come è avvenuto fino ad ora. L’Oim monitorerà il comportamento degli stati dell’Ue nell’ambito della nuova operazione Triton, ma il salvataggio in mare non può essere l’unica soluzione: devono essere forniti canali legali di accesso all’Europa per i migranti che chiedono protezione internazionale”, ha concluso.