Roma, 17 set. (Adnkronos) – “Oggi il governo ha manifestato tutta la sua fragilità. Dopo il parlare per mesi e mesi di riforme, della priorità di cambiare e livellare ogni settore dell’apparato statale, al primo soffio di vento che avrebbe potuto anche solo sfiorare e scalfire una corporazione come quella dei magistrati l’esecutivo cosa ha fatto? Si e’ difeso ponendo addirittura la questione di fiducia su un emendamento”. Così, in una nota, il senatore del gruppo Grandi Autonomie e Libertà, Giuseppe Compagnone, parlando della legge comunitaria 2013 bis e della fiducia posta dal governo per respingere l’emendamento della Lega Nord sulla responsabilità civile delle toghe.
“Un fatto gravissimo che ci parla della debolezza del partito di governo, il Pd, e della paura del confronto -aggiunge Compagnone- che questo esecutivo continua a manifestare su qualsiasi materia si tratti in Parlamento. Siamo alla ventiduesima questione di fiducia in sette mesi e questa volta si è addirittura andato a ripescare un precedente del 1986 con la fiducia espressa in negativo, ovvero non per approvare un testo, ma per bocciare un emendamento”.
“Parliamo, e non dobbiamo dimenticarlo, di una proposta di modifica già approvata dalla Camera a maggioranza. Mi piacerebbe che questo esecutivo riflettesse. Renzi non fa altro che ricordarci che per l’Italia questa è l’ultima occasione di riscatto. E’ vero, lo pensiamo anche noi, e proprio per questo se il governo non si fida della propria maggioranza in Aula, se pensa di non avere forza a sufficienza per poter reggere un semplice confronto parlamentare deve prenderne atto”, conclude Compagnone.