Roma, 16 ott. (Adnkronos) – Parte la discussione generale a palazzo Madama sulla riforma del processo civile, dopo che l’aula ha respinto per alzata di mano le pregiudiziali presentate da Sel, Fi e Lega.
Il senatore Antonio D’Alì, da poco tornato tra i banchi di Fi dopo l’addio a Ncd, ha potuto illustrare un emendamento in cui si propone di cambiare una parola nel titolo del provvedimento: “Degiurisdizionalizzazione”, che crea problemi di esposizione un po’ a tutti i senatori e anche alla presidenza, che non a caso ha autorizzato la presentazione della proposta in aula. Al posto di quello che lo stesso presidente di seduta Roberto Calderoli ha definito una sorta di “scioglilingua”, viene proposta la formula “riduzione e semplificazione del carico giurisdizionale”.
Sei parole al posto di una, ma almeno si capisce di che si tratta e si può anche pronunciare senza imbarazzo o impaccio. Raggiunto al telefono, il senatore D’Alì si dice fiducioso che la proposta verrà approvata a larga maggioranza: “Va bene che siamo al basso impero -dice- ma almeno la lingua italiana non mettiamocela sotto i piedi…”.