Roma, 6 nov. (AdnKronos) – “Un tema delicato come quella della responsabilità civile dei magistrati, che attiene da un lato alla tutela dei diritti dei cittadini e dall’altro alla garanzia di autonomia e indipendenza della magistratura, non dovrebbe certo essere oggetto di scontri ideologici e contrapposizioni così accese”. Lo afferma Donatella Ferranti, presidente della commissione Giustizia della Camera, auspicando che “le forze politiche di maggioranza, quando il provvedimento sarà in aula al Senato, riprendano quella tessitura di sintesi ragionata ed equilibrata che già era nel testo governativo approvato a fine agosto”.
A giudizio dell’esponente del Pd, “se l’esigenza ineludibile e primaria è quella di rendere immediata ed effettiva la responsabilità diretta dello Stato e in via di rivalsa del magistrato, sarebbe un errore grave e pericoloso avventurarsi in norme che non garantiscano l’attività valutativa, interpretativa e motivazionale dei magistrati, attività che è propria dell’esercizio della giurisdizione. Il rischio –spiega Ferranti– è confondere il piano della responsabilità civile con quello dell’impugnazione e degli altri normali rimedi interni al processo”.
Ma proprio perché terreno delicato, conclude Ferranti, “risultano poco comprensibili le dichiarazioni con le quali il relatore Enrico Buemi liquida il documento del Csm, scambiando per magistratura associata quello che è un organo di rilevanza costituzionale che esprime pareri al guardasigilli in forza di una legge. E’ giusto che il Parlamento rivendichi la sua primazia di legislatore, ma ciò non significa indifferenza o sordità di principio ad ogni rilievo critico ma pur sempre costruttivo”.