Home Nazionale Giustizia: Buemi, Grasso non solleciti ma si occupi di modifica regolamento

Giustizia: Buemi, Grasso non solleciti ma si occupi di modifica regolamento

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Roma, 16 set. (Adnkronos) – “Le Camere sono costantemente richiamate al superamento dei tempi morti nell’adempimento delle loro funzioni, il che è estremamente opportuno anche quando viene dalle loro presidenze”. Lo dice il senatore Enrico Buemi, capogruppo Psi in commissione Giustizia, in riferimento ai solleciti fatti dal presidente Grasso per l’elezione dei membri del Csm e della Consulta.
“Un po’ meno opportuno è invece che da questi alti scranni si indulga ad una confusa antipolitica, presentando come atti dovuti, da espletare con premura, nomine che evidentemente non sono tutte convincenti, come evidenzia qualche alternanza nelle candidature – ha commentato ancora Buemi – per i parlamentari che la Costituzione investe del potere di scelta”.
“Che poi tali solleciti vengano da chi ha, in questa legislatura, introdotto singolari limitazioni al voto segreto su persone, assume un carattere ancor più preoccupante”, prosegue l’esponente del Psi.
“Il conseguimento di una necessaria convergenza tra le forze politiche non abbisogna dello stimolo ‘commissariale’ del presidente del Senato, che dovrebbe semmai ricordare quanto rientra nella sua responsabilità in ordine alla mancata convocazione della Giunta del regolamento per le necessarie modifiche delle procedure parlamentari”, continua Buemi.
“L’assenza di queste modifiche è, com’è noto, l’alibi principale del governo per proseguire con il malvezzo dei maxi-emendamenti e dei voti di fiducia a raffica. Nonostante dai senatori socialisti sia venuta un’organica proposta di norme, volte ad imprimere celerità alle procedure decisionali della Camera alta, la riforma del Regolamento del Senato è tuttora al palo”, spiega il senatore socialista.
“Forse di ciò ci si dovrebbe occupare, piuttosto che elevare moniti semi-presidenziali che tendono a travisare le ragioni delle difficoltà alla elezione dei membri del Csm e della Consulta di competenza delle Camere”, conclude Buemi.