(AdnKronos) – “Ma vi sono tanti casi – ha sottolineato Boldrini – a dirci che spesso cadono vittime dei reati le persone piu’ indifese e piu’ sole, come gli anziani e i bambini, o come quelle donne uccise nonostante molte di loro, il 70%, avessero gia’ denunciato la violenza e le minacce subite senza ricevere la dovuta protezione. Perché accade? Si può e si deve fare di più”.
“Ecco perché – ha osservato la presidente – alla buona ed efficace legislazione bisogna accompagnare la scelta di fare delle vittime un soggetto forte, portatore di diritti e di una domanda di giustizia certa ed equa. Quella domanda che trovo nelle parole dei genitori delle ragazze uccise: spesso li incontro, padri e madri che non hanno più le loro figlie. Questo chiedono: una giustizia certa”.
Boldrini ha tuttavia messo in guardia da “posizioni ideologiche, a chi contrappone cioe’ la tutela delle vittime alla garanzie degli imputati o alle politiche di recupero e di reinserimento dei condannati. La buona politica é quella che sa tenere insieme questi principi e queste esigenze. La cultura delle garanzie e le strategie di recupero del condannato non sono lassismo, non sono ‘buonismo’. Sono strumenti di una strategia democratica perché è nell’interesse di tutti noi fare in modo che il carcere non sia quel luogo sovraffollato in cui il recupero e’ impossibile, e’ interesse della collettività che chi entra in carcere ne esca poi migliore. Si tratta dunque di mettere la sicurezza al centro: tutti noi abbiamo bisogno di sicurezza, e recuperare le persone in carcere va incontro a questa esigenza”, ha sottolineato.