(AdnKronos) – “Anzi, si vuole evidenziare che la Magistratura siciliana ha sempre fornito allo Stato un contributo rilevante anche in termini economici, attraverso la confisca di ingenti quantità di beni immobili, di denaro e di interi patrimoni di soggetti appartenenti alla mafia, fornendo cospicue risorse alle casse dello Stato – concludono – Si rileva che secondo i dati statistici forniti dall’Agenzia Nazionale per i Beni confiscati (dati ricavabili dal sito dell’Agenzia), la Magistratura siciliana fornisce allo Stato italiano circa il 40% dei beni confiscati e che il totale dei beni, confiscati definitivamente sino al gennaio 2013, ammonta a poco più di 11.000 di immobili e circa 1.700 aziende; quanto alle somme di denaro (contanti e titoli) confluiti nel Fondo Unico Giustizia, secondo dati forniti dalla Ragioneria Generale dello Stato, le risorse ammontano a poco più di due miliardi di euro alla data del 31 dicembre 2011. A quanto sopra esposto occorre ancora aggiungere le gravissime carenze di personale amministrativo e giudiziario negli Uffici siciliani quale ulteriore fattore di criticità alla possibilità di accorpamento conseguente alla paventata soppressione di alcune Corti di Appello siciliane”.
“Le Giunte distrettuali siciliane, contrarie ad ogni paventata soppressione di Uffici distrettuali, si augurano che le dichiarate necessarie riduzioni di spesa non finiscano di essere da ostacolo alla qualità dell’esercizio della giurisdizione in una terra particolare come la Sicilia”, concludono la nota.