Roma, 7 ago. (Labitalia) – “In Italia ci sono migliaia di associazioni di volontariato, alcune più strutturate, altre meno. Ma, quando si decide di partire per portare aiuti umanitari in zone ad alta conflittualità, è bene conoscere a fondo l’organizzazione con la quale si parte”. Lo spiega a Labitalia Cinzia Giudici, presidente Siscos.
“E’ bene non demonizzare, come purtroppo -avverte- spesso avviene, le organizzazioni grandi, che hanno sedi, uffici e personale. Perché spesso sono le più attrezzate e informate sulle situazioni. Così come -consiglia ancora Giudici- è bene non fidarsi di un post su Facebook”.
Chi vuol partire e andare all’estero, dice, deve invece “iniziare col prendere i contatti locali, nel posto dove vive o vicino: cercare di capire a fondo com’è strutturata e cosa fa esattamente quell’associazione, rivolgersi anche ai coordinamenti, organismi seri in grado di aiutare nella ricerca”.
“Essere cooperante è un mestiere difficile”, dice Giudici citando il titolo di un rapporto del Siscos proprio su questo mondo. “Bisogna dire con chiarezza -spiega- che per portare aiuti umanitari, soprattutto in zone colpite da guerra, non bastano la buona volontà, la buona fede e le buone intenzioni. Ci vuole professionalità e organizzazione”.
“In certe zone, le cose cambiano da un momento all’altro e bisogna essere pronti e veloci ad evacuare, cercando magari un altro modo per far arrivare gli aiuti. La migliore cooperazione, quella che dovrebbe interessare anche Siria e Palestina, rimane comunque quella che poggia sulla responsabilizzazione, la formazione e la collaborazione dei partner locali”, conclude.