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Gaza: Oxfam, 1.000 bambini con disabilità permanenti e 1.500 orfani

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Roma, 22 set. (Adnkronos) – A Gaza i bambini con disabilitò permanente sono circa 1.000, mentre gli orfani ammontano a 1.500. E’ quanto afferma all’Adnkronos Mario Michelini, operatore del coordinamento per la risposta umanitaria a Gaza per Oxfam (Oxford commitee for famine relief) per l’Italia. I dati del ministero della Salute palestinese, spiega, parlano chiaro: “su 11.100 feriti 3.374 sono bambini, 2.088 donne e 410 anziani. Fra i bambini, 1.000 hanno riportato disabilità permanenti e sono 1.500 orfani”. Per la ricostruzione, spiega Michelini, servono 7,8 miliardi di dollari, “due volte e mezzo il pil di Gaza”. E, “vista la frequenza dei conflitti, i donatori non sembrano più disposti a finanziare la ricostruzione: l’ unica a impegnarsi per ora è l’Arabia Saudita con 500 milioni di dollari”.
Michelini è da un anno a Gaza e opera nell’ambito di un progetto di aiuto, congiunto fra Croce Rossa internazionale e Agire (che a sua volta coordina più ong come Oxfam, Amref e Actionaid), alle popolazioni colpite dalla guerra in Siria, Palestina e Iraq. “Siamo i benvenuti qui, a priori, anche se tutto questo provoca frustrazione e rabbia, il popolo palestinese non perde il senso dell’umorismo” racconta Michelini. “Il blocco di Israele non ci facilita: tutto quello che serve a noi entra col contagocce e i permessi degli operatori vanno rinnovati, facendo in modo che escano da Gaza ogni volta”.
“Abbiamo incontrato molte difficoltà – racconta l’operatore Oxfam – soprattutto perché il ministero degli Affari Sociali palestinese era disorganizzato e ha dirottato chi aveva bisogno di aiuto da noi, chiudendo i suoi uffici”. In proposito Michelini ricorda un momento di tensione con la popolazione locale: “durante i bombardamenti ci chiedevano di tenere aperti i corridoi umanitari per portare in salvo i feriti, ma queste cose vanno concordate con le forze armate israeliane. Tutto ciò – aggiunge Michelini è difficile da spiegare a chi è impegnato a sopravvivere ogni giorno”. (segue)