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Gay: Gigi Proietti, Roma sia ‘città aperta’

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Roma, 18 ott. (AdnKronos) – Il romanissimo, per nascita e per le molte interpretazioni ‘capitoline’, Gigi Proietti sorride quando gli si chiede se la ‘centralità’ di Roma nella querelle sulla trascrizione dei matrimoni fra gay sia legata al carattere aperto della città, prima ancora che alle scelte del suo sindaco Ignazio Marino. L’attore e regista, conversando con l’AdnKronos, sottolinea anzitutto “non sono un leguleio, quindi nel merito del fatto formale mi è difficile entrare, ma quanto allo spirito della città sarei ben contento che Roma accogliesse tutti, come ha sempre fatto, vorrei che recuperasse in pieno il suo essere ‘città aperta’, e non mi riferisco alle vicende dell’ultima guerra mondiale”.
Il riferimento di Proietti è alla dichiarazione di “città aperta” riguardante Roma del 14 agosto 1943, dichiarazione unilaterale che non venne però riconosciuta dagli Alleati perché i Tedeschi opposero resistenza fino all’ultimo all’ingresso di truppe nemiche nella città stessa, condizione imprescindibile per il riconoscimento di quello status.
“Personalmente -aggiunge Proietti- sono da sempre contro ogni discriminazione e non ho problemi a dire che sarei favorevolissimo a una legge che consentisse i matrimoni fra persone dello stesso sesso. Visto come vanno le cose credo che per arrivarci si debba cominciare dal basso, serve una forte spinta della gente perchè le istituzioni si rendano conto che c’è una reale necessità dei cittadini in questo senso. Spero si arrivi ad una legge in materia che consenta la più ampia libertà di scelta”.