Roma, 9 ott. (Adnkronos) – “In principio furono i DiDoRe, Diritti e Doveri di Reciprocita’ dei conviventi. Correva l’anno 2008 e due ministri dell’allora governo Berlusconi, Brunetta e Rotondi, presentarono una proposta per regolamentare in Italia convivenze e unioni civili, anche tra persone dello stesso sesso. Lo spirito era quello di aumentate i diritti e le garanzie di ciascuno senza minimamente mettere in discussione l’istituto della famiglia e, oltretutto, senza che queste avessero alcun costo per le casse dello Stato”. E’ quanto scrive su “Il Mattinale” Mara Carfagna, portavoce di Forza Italia alla Camera, responsabile azzurra del dipartimento Libertà civili e diritti umani.
“La famiglia -aggiunge- è un bene pubblico, ma ciò non toglie che esistano altri legami che possono essere considerati beni meritevoli. Quel testo, che il governo decise di ‘regalare’ al Parlamento, e’ stato depositato in due diverse legislature ed e’ ancora lì. Non ha niente a che vedere con i ‘matrimoni’ e le adozioni così come le ha regolamentate il premier inglese David Cameron, che pure è il leader del partito conservatore britannico. Ripartiamo da qui, oggi. Come dal lavoro fatto con la proposta di legge firmata da Galan, Ravetto, Capezzone e Giammanco, presentata mesi fa”.
“Non siamo tutti d’accordo -si domanda- su questo tema? Ci mancherebbe: mica siamo un partito che impone il pensiero unico! Su una cosa però siamo da sempre tutti concordi: la politica ha il dovere di governare i cambiamenti di una societa’ e se non lo fa viene meno ad un impegno preso con la societa’ stessa. Offriamo al Pd la nostra disponibilità a far progredire il Paese. In cambio -conclude- vorremmo soltanto che Matteo Renzi fosse chiaro: si tiene le deleghe alle Pari opportunità, manda avanti il suo ministro dell’Interno, poi fa trapelare – sui giornali, guarda caso – la sua dissociazione. Caro Matteo, come la pensi davvero?”.