Roma, 13 ott. (Adnkronos) – “Pressione fiscale sempre inchiodata sopra il 43% per altri cinque anni. Non accennerà a calare, fatta eccezione per lievissime riduzioni in alcuni anni, il peso delle tasse sulle famiglie e imprese italiane tra il 2014 e il 2018”. É quanto emerge da un’analisi del Centro Studi di Unimpresa sulla nota di aggiornamento del Documento di economia e finanza approvata il 30 settembre dal consiglio dei ministri. “Quest’anno il macigno tributario resterà al 43,3% del Pil -spiega l’analisi- restando allo stesso livello del 2013, salirà fino al 43,4% l’anno prossimo e schizzerà fino al 43,6% nel 2016; poi una impalpabile diminuzione: 43,3% nel 2017 e 43,2% nel 2018”. “Cinque anni di pressione fiscale insostenibile provocata da un aumento delle entrate tributarie, nel quinquennio, di oltre 45 miliardi di euro” spiega il rapporto dell’associazione. Secondo il Def, spiega Unimpresa “il peso del fisco sull’economia resterà sempre a quote record, salendo molto più velocemente rispetto all’andamento del prodotto interno lordo”.
“I dati dimostrano che il dibattito sulle tasse è solo propaganda”ha dichiarato il presidente di Unimpresa, Paolo Longobardi, che continua:”In questi giorni ascoltiamo esponenti della maggioranza e del governo di Matteo Renzi avanzare ipotesi di abbattimento del cuneo fiscale, ma il peso delle tasse è destinato a salire e le misure varate in questi ultimi mesi non hanno fatto altro che incrementare il carico sulle famiglie e imprese. Ci sentiamo presi in giro, come imprenditori e come cittadini”. Secondo il presidente dell’associazione “si è perso tempo. Avevamo segnalato subito, dopo la nascita di questo altro esecutivo delle larghe intese la necessità di intervenire sul fisco: l’alleggerimento dei tributi è cruciale per sperare di portare il Paese fuori dalla recessione”.