Roma, 5 nov. (AdnKronos) – Il ‘nanismo’ dell’amministratore delegato di Finmeccanica, Mauro Moretti, “sta distruggendo un capitale umano e professionale che tutti ci invidiavano”. E’ l’accusa che la Uilm rivolge al numero uno della holding dell’aerospazioe e difesa, in un comunicato inviato questa mattina a tutti i lavoratori dei siti di Finmeccanica, nel quale invita i territori interessati ad assumere iniziative per il rilancio del gruppo e annuncia la convocazione, entro l’ultima settimana di novembre dell’assemblea di tutte le rsu di Finmeccanica. “Sicuramente – scrive la Uilm – nei prossimi mesi l’ad di Finmeccanica potrà vantare un risultato che negli ultimi anni non è mai riuscito a nessuno, cioè quello di depauperare Finmeccanica vendendo le attività industriali civili ai competitors internazionali e ridimensionando le attività manifatturiere del settore aeronautico civile che impattano prevalentemente negli stabilimenti del sud”.
“Non possiamo continuare in eterno – avvertono le tute blu della Uil – ad assistere senza fare nulla rispetto al modo distruttivo con cui il ‘management’ di Finmeccanica cerca di far fronte al debito che la holding ha accumulato in questi ultimi 10 anni, riteniamo, però, che la strategia di cedere attività e di abbandonare programmi poco redditizi non sia la cura necessaria a risollevare le sorti economiche di un’azienda. Non è possibile pensare che le difficoltà di Finmeccanica si superino come è stato fatto nelle Ferrovie (anche se bisognerebbe chiederlo alle centinaia di migliaia di pendolari che ogni giorno usufruiscono dei treni regionali). Purtroppo, per noi, Finmeccanica non è una società di servizi ma un Gruppo che fa industria ad alto valore aggiunto e che si confronta con mercati sempre più agguerriti e competitivi”.
La Uilm elenca, quindi, le scelte compiute dal gruppo. “Per quanto riguarda la Sema che gestisce il Sistri (tracciabilità dei rifiuti), proprio nel momento in cui la U.E. ha deciso che in Europa tutti i Paesi dovevano andare verso un controllo capillare, la holding ha deciso di dismettere l’attività, mettendo a rischio 200 posti di lavoro”. Sul fronte dello spazio, “dove qualche mese fa per il Programma Cosmo SkyMed non c’erano i fondi di finanziamento, Finmeccanica era rimasta ad osservare gli avvenimenti, oggi stiamo assistendo ad un progressivo abbandono di Thales Alenia Space, lasciando carta bianca ai soci francesi, che stanno sempre più emarginando le competenze e le attività italiane, mettendo a rischio la sicurezza del paese”.