Roma, 9 ott. (Adnkronos) – Qualcuno l’ha ribattezza la ‘guerra delle stanze’. La spending review, inaugurata dal tesoriere unico Mariarosaria Rossi per rimpinguare le casse vuote di Forza Italia ed evitare nuovi tagli ed licenziamenti, avrebbe colpito anche le stanze della sede nazionale di piazza San Lorenzo in Lucina. A causare attriti e malumori, la disdetta dell’affitto degli oltre 300 metri quadrati al terzo piano di palazzo Fiano-Almagià, riservati fagli uffici dell’amministrazione, con il conseguente trasloco (dal primo ottobre) di una trentina di dipendenti al primo piano, dove sono sistemati i vertici del partito, ma anche alcuni deputati e senatori. Con un quartier generale ‘ristretto’, raccontano, sono cominciati i problemi e, come sempre capita in questi casi, sono emersi vecchi rancori tra correnti.
Per effetto dei tagli, tutti coloro che avevano degli uffici, soprattutto chi riveste anche cariche istituzionali, sono stati invitati a lasciare il posto per consentire una sistemazione adeguata dei dipendenti ‘sfrattati’. Tutti i big azzurri avrebbero dato la loro disponibilità a rimpicciolire i proprio spazi. Secondo indiscrezioni, alcuni avrebbero protestato, creando notevoli problemi logistici. Tra questi, Daniela Santanchè e Daniele Capezzone, che non avrebbero ancora lasciato la loro stanza. Il presidente della commissione Bilancio della Camera assicura di non saper nulla di queste voci e attende comunicazioni in merito, ma non rilascia dichiarazioni. Nessun commento anche da Santanchè.
La cura dimagrante imposta da Rossi avrebbe colpito pure i club di Marcello Fiori. Il responsabile nazionale dei Club Forza Silvio, riferiscono fonti azzurre, avrebbe accettato il sacrificio, rinunciando a un’ala (4 locali) e ora sarebbero in otto, più lo stesso Fiori, a dividere un’unica grande stanza.