Home Nazionale Fi: caso Fitto agita partito, timori su tenuta in Aula

Fi: caso Fitto agita partito, timori su tenuta in Aula

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Roma, 2 ott. (Adnkronos) – Cosa succederà ora nel partito dopo lo scontro Berlusconi-Fitto all’ufficio di presidenza? A chiederselo sono in molti tra le file degli azzurri a Montecitorio. Il botta e risposta andato in scena oggi nel ‘parlamentino azzurro’, fa sbiadire il ‘vaffa’ del Cav al senatore frondista Vincenzo D’Anna, ed è destinato a lasciare il segno. Almeno negli equilibri interni.
L’ex governatore può contare su 35-40 parlamentari, soprattutto campani e pugliesi, tra Camera e Senato, e nulla fa presagire qualcosa di buono in vista delle prossime scadenze parlamentari, a cominciare dalla riforma del lavoro. Dopo lo sfogo al Comitato di presidenza, Berlusconi ha cercato di scusarsi per le parole riferite al padre dell’europarlamentare (‘Sei figlio di un vecchio democristiano, vuoi fare qui quello che si faceva nella peggiore Dc’), assicurando che non aveva nessuna intenzione di offendere. Ma resta il forte divario su come gestire il rinnovamento di Fi e impostare il rapporto con il governo Renzi.
Continuerò a far sentire la mia voce, senza lasciare il partito, fa sapere Fitto, garantendo che non farà il bastian contrario a prescindere, ma chiederà a Fi di discutere sul merito di ogni provvedimento governativo. Dal lavoro alla riforma della giustizia. Sul Jobs act si sono accorti ora che era tutto una presa in giro e stanno facendo quello che avevo detto io, avrebbe confidato l’ex ministro ai suoi.
(Adnkronos) – Niente gruppi parlamentari autonomi, dunque, niente scissioni, perchè, dicono i ‘fittiani’ ”solo restando dentro Fi possiamo farci sentire con forza e dare filo da torcere”. Lotta dura senza paura, dunque. Ma l’ex ministro non vuole ulteriori strappi e smentisce la voce che vede il suo zampino anche nella fronda azzurra contro Caramazza alla Consulta, trasformata in voti pro Donato Bruno.
”La verità è che tra Raffaele e il presidente di Fi non è mai corso buon sangue, sin dal ’94, ora staremo a vedere cosa accadrà”, dice a mezza bocca un big azzurro. I fittiani attendono le prossime mosse del Cav, dopo la minaccia di federimento al collegio nazionale dei probiviri, convinti che non ha nè gli strumenti tecnici, nè politici per cacciare il loro leader.
Secondo lo statuto, raccontano, per espellere qualcuno Berlusconi dovrebbe fare anche un passaggio congressuale. Domani Fitto sarà a Verona per un convegno della Confartigianato e nel week and sarà in giro per il Sud.