Roma, 16 set. – (Adnkronos) – “Sebbene in dieci anni il numero delle persone che soffrono la fame sia diminuito di 100 milioni resta eticamente e moralmente inaccettabile che la civiltà del terzo millennio debba ancora registrare e, per taluni versi, restare passiva rispetto ad oltre 800 milioni di persone cronicamente denutrite”. A sostenerlo in una nota è Copagri commentando il rapporto sullo stato dell’insicurezza alimentare nel mondo 2014 presentato da Fao, Ifad e Pam.
La globalizzazione economica e commerciale che impera nel mondo, sottolinea Copagri, “è nata, s’è diffusa e procede senza regole, in modo selvaggio, generando squilibri, discriminazioni, ingiustizie. Occorre una ‘governance’ in grado di affermare una globalizzazione sociale. Dentro ciò la riduzione fino all’azzeramento della fame nel mondo è una sfida cui Paesi sviluppati ed in via di sviluppo non possono sottrarsi”.
Copagri sostiene da tempo “che occorre creare le condizioni per produrre di più e non solo per una questione di esclusiva competitività commerciale, ma per sconfiggere la piaga della fame nel mondo che porta a gravissime conseguenze come l’indebolimento del potere politico e contrattuale di interi Paesi e nuove guerre, sempre tra poveri. Una delle azioni coordinate a livello internazionale da intraprendere a tutela delle aree dove è maggiore il problema della denutrizione o malnutrizione è il contrasto del land grabbing con il quale i Paesi ricchi sottraggono territorio coltivabile che potrebbe soddisfare una domanda che invece va ad alimentare il dramma della fame”.