Roma, 12 nov. (AdnKronos) – Federico Caffe’ è stato “un grande economista, un grande professore e soprattutto una grande figura umana per me straordinariamente importante per tre ragioni: infatti ricordo nitidamente come abbia saputo vedere dentro di me, mi abbia saputo indirizzare come avrebbe saputo fare un padre e mi abbia dato quella fiducia che si cerca disperatamente” quando si è giovani. Cosi’ con toni di forte partecipazione il presidente della Bce Mario Draghi ha ricordato, in un convegno a Roma, la figura dell’economista scomparso senza lasciare traccia nel 1987.
Quella di Caffe’ come docente ma soprattutto come ‘tutor’ “e’ stata una scommessa fatta su di me e su tutti noi che oggi siamo qui”, ha sottolineato, rivolto agli altri partecipanti al convegno: “vite – ha aggiunto – accomunate dalla convinzione che fare politica economica significasse soprattutto analisi della realtà”.
Draghi ha ricordato come parte della politica economica di Caffe’ – definito una “personalità completa e complessa” – fossero “la capacità di indignarsi, quando vedeva la stupidità prona al servizio dell’avidita’, il perentorio richiamo ad agire e insieme il rimprovero per l’accettazione passiva della realtà”.