Roma, 11 giu. – (Adnkronos) – – Pasta spacciata come prodotta a Gragnano ma proveniente da Pescara; uova provenienti dalla Romania e vendute come uova di Roma; vino adulterato e falso champagne. L’agroalimentare preso d’assalto. Il 2013 è l’anno che segna il boom dei reati nel settore che dai 4.173 reati del 2012 passa a ben 9.540 con il raddoppio delle denunce e 57 persone arrestate. E’ la fotografia scattata da Ecomafia 2014, il dossier di Legambiente che monitora e denuncia la situazione della criminalità ambientale.
Nel complesso il valore dei beni alimentari sequestrati dalle forze dell’ordine nel 2013 ammonta a più di 447 milioni di euro. E’ l’olio extra vergine d’oliva una delle produzioni più a rischio, ma se le mafie si caratterizzano per il loro storico controllo sulle campagne, il controllo dei trasporti, della distribuzione e dei mercati ortofrutticoli, le altre holding criminali si sono specializzate nelle contraffazioni dei marchi, nelle sofisticazioni, le adulterazioni e nel cosiddetto “italian sounding”.
Secondo il dossier di Legambiente e Movimento Difesa del Cittadino “Italia a tavola” nel 2013 sono stati 500mila i controlli effettuati e 28mila le tonnellate di prodotti sequestrati per un valore di oltre mezzo miliardo di euro. Nulla di strano per un settore che ogni anno movimenta circa 245 miliardi di euro tra consumi, export, distribuzione e indotto: all’incirca il 15% del Pil nazionale. Secondo le stime del ministero delle politiche agricole, la contraffazione vale in Italia più di 4 miliardi di euro, mentre nel resto del mondo il falso Made in Italy pesa per circa 50 miliardi di euro.