– Dalle testimonianze e dai documenti, scrivono i giudici “non risulta che Piersilvio Berlusconi abbia contribuito alla realizzazione del reato o, seppur consapevole del meccanismo fraudolento in atto nell’acquisizione dei diritti, non abbia impedito che esso comunque si realizzasse al fine di evadere l’imposta”.
Il fatto di essere il figlio di Silvio Berlusconi, prosegue il Tribunale nelle motivazioni “è certamente elemento che potrebbe far sospettare che egli fosse a conoscenza del meccanismo fraudolento ma rimane una mera ipotesi che non solo non è stata in nessun modo suffragata, ma ha trovato nelle prove dichiarative e documentali elementi di contrasto”.